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Monia – Militanza

Militanza

Monia l’avevo già incontrata in un’altra situazione alcuni anni fa. Eravamo insieme in una comune agricola che sta vicino Francavilla Fontana, la comune si chiama Urupia ed è una masseria in cui vivono donne e uomini che lavorano la terra, ma soprattutto sperimentano un modo diverso di intendere l’economia e la solidarietà sociale.
Quel giorno c’era una festa con un sacco di cose buone da mangiare, musica, dibattiti, ma soprattutto c’erano molte, moltissime persone e quasi tutti i presenti erano militanti: pacifisti, ambientalisti, persone a vario titolo impegnate in gruppi movimenti o associazioni a tutela dei migranti, dei diritti degli omosessuali, gruppi antirazzisti, un gruppo eterogeneo e rumoroso e tra loro lei, Monia.
E’ dalle altre compagne dell’Arcilesbica che Monia ha imparato a rafforzare la propria scelta di libertà e di autoaffermazione: non è possibile vivere nell’ombra e la sua sfida quotidiana è prima di tutto qui.

Un lavoro stabile le permette di poter di poter essere libera di esprimere quello che è, di poter vivere la propria militanza in pieno. Magari un po’ di paura rimanere sempre in fondo, ma Monia è una donna che ha fatto della consapevolezza, e dell’accettazione di sé, un elemento imprescindibile, un esercizio quotidiano.

Monia, ha deciso di non nascondersi ed essere consapevole perché nell’affermare quello che si è, con orgoglio, vuole dire mettere le condizioni per essere liberi.
E questo può valere non solo rispetto al proprio orientamento sessuale.
Orgoglio è una delle parole che Monia utilizza più spesso.
Unita a consapevolezza, di quello che si prova, dei propri sentimenti.

Monia ha un percorso lungo alle spalle, e si capisce dalla sicurezza con cui parla. Ha avuto anche in un certo senso fortuna perché non le è mancato il sostegno e perché ha fatto gli incontri giusti. Con persone che prima di lei avevano affrontato i temi della discriminazione, della sfiducia e che avevano trovato la risposta giusta.