Il mestiere della libraia
Le librerie, almeno quelle piccole e indipendenti, sono luoghi che hanno spesso un’atmosfera speciale, quasi fuori dal tempo. A differenza di quelle simili a fast food dei grandi centri commerciali, sono luoghi in cui hai ancora la possibilità di muoverti con calma, di godere del silenzio, circondato da persone concentrate nella lettura o nelle quarte delle copertine. Eppure spesso verrebbe da chiedersi se ha ancora senso aprire una libreria oggi, nell’era digitale, quando la carta e i libri sembrano essere diventati, perfino a scuola, qualcosa di sempre più obsoleto, da superare e integrare con strumenti multimediali.
In Italia oltretutto, si sa, si legge sempre meno. Anche nel 2014 i lettori di libri sono diminuiti rispetto all’anno precedente, confermando una tendenza negativa avviata nel 2010.
In particolare l’Istat assegna ai lettori della Puglia il penultimo posto nella classifica nazionale, con il 26,8 % dei pugliesi che ha letto almeno un libro nel 2014 contro una media nazionale del 41,1.
Ma è davvero possibile pensare ai libri come a qualcosa in via di estinzione? Di sicuro per promuovere un cambiamento bisognerebbe puntare sulle nuove generazioni.
A salvare i libri, in realtà, ci pensano proprio le donne. La popolazione femminile, infatti, mostra una maggiore propensione alla lettura già a partire dai 6 anni di età: complessivamente il 48% delle femmine e solo il 34,5% dei maschi hanno letto almeno un libro nel corso dell’anno. Anche quello di libraia sembra essere un lavoro scelto prevalentemente dalle donne.
